Epigenetica e Onconutrizione

Il mio nuovo lavoro scientifico al Congresso Nazionale 2026

Il 24 giugno 2026, nella splendida cornice dell’Hotel Santa Lucia di Napoli, si è svolta l’ottava edizione del congresso scientifico “Epigenetica ed Onconutrizione: Approcci integrati tra Obesità e Infiammazione”, uno degli appuntamenti più autorevoli del panorama medico nazionale e internazionale dedicato al rapporto tra genetica, nutrizione, infiammazione e patologie oncologiche.
Un evento che, anno dopo anno, riunisce medici, ricercatori e professionisti della salute con un obiettivo comune: promuovere un approccio multidisciplinare alla cura del paziente, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche.

La nutrizione: da supporto a protagonista del percorso oncologico

Uno dei messaggi più forti emersi dal congresso riguarda il ruolo sempre più centrale della nutrizione clinica nella prevenzione e nel trattamento delle patologie oncologiche.
Oggi più che mai emerge la necessità di superare gli “scomparti stagni” della medicina, costruendo percorsi assistenziali integrati capaci di mettere realmente il paziente al centro, creando un collegamento efficace tra ospedale e territorio.
In questo contesto, l’onconutrizione non può più essere considerata un semplice supporto terapeutico, ma rappresenta una disciplina specialistica che richiede competenze specifiche e una stretta collaborazione tra oncologi, medici specialisti e professionisti della nutrizione clinica.
Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano infatti come:
– l’obesità
– l’infiammazione cronica di basso grado
– le alterazioni metaboliche
siano fattori in grado di influenzare i meccanismi epigenetici e favorire lo sviluppo e la progressione delle malattie oncologiche.
Per questo motivo, un intervento nutrizionale personalizzato e basato sulle evidenze rappresenta oggi uno strumento strategico per:
– migliorare la risposta ai trattamenti;
– ridurre lo stato infiammatorio;
– ottimizzare il metabolismo;
– contribuire a migliorare gli outcome clinici dei pazienti.

Un contributo scientifico: il mio terzo anno consecutivo

Sono particolarmente orgogliosa di aver partecipato, per il terzo anno consecutivo, ai lavori scientifici del congresso presentando un nuovo contributo dal titolo:
Nutrizione di precisione per migliorare gli outcome clinici dei lavoratori Fincantieri“.
Il lavoro nasce dalla collaborazione con Fincantieri – Stabilimento di Castellammare di Stabia, dove ricopro il ruolo di nutrizionista ufficiale, insieme a un team multidisciplinare composto da:
• Dott.ssa Silvia La Mura – Nutrizionista Fincantieri;
• Dott. Antonio Briganti – Medico Competente;
• Cristiano Carella – HSE Manager;
• Infermeria Gruppo Stabia Care Srl.

Nutrizione di precisione anche nella medicina del lavoro

La medicina del lavoro rappresenta oggi uno degli ambiti più innovativi nei quali applicare la nutrizione di precisione.
I lavoratori inseriti in grandi contesti industriali sono frequentemente esposti a fattori di rischio quali:
– stress cronico;
– turnazione;
– alterazioni del ritmo sonno-veglia;
– sedentarietà;
– abitudini alimentari scorrette;
Tutti elementi che possono favorire l’infiammazione cronica e aumentare il rischio di sviluppare patologie metaboliche.
Il progetto presentato ha avuto come obiettivo quello di intervenire precocemente sulla salute dei dipendenti attraverso un protocollo nutrizionale costruito secondo i principi della Precision Nutrition.

Il protocollo nutrizionale

Il lavoro si basa sull’utilizzo di una dieta caratterizzata da un basso Dietary Inflammatory Index (DII), selezionando gli alimenti non soltanto in base al loro valore nutrizionale, ma soprattutto per la loro capacità di modulare l’espressione genica attraverso composti bioattivi.
Tra i principali elementi presi in considerazione figurano:
• folati;
• vitamina B12;
• sulforafano;
• betaina;
• flavonoidi (come la quercetina);
• fibre;
• spezie;
• omega-3;
• EGCG;
• resveratrolo.
Questi nutrienti sono stati introdotti attraverso alimenti come:
• cereali integrali;
• pesce azzurro;
• crucifere;
• legumi;
• spinaci;
• barbabietole;
• frutta secca;
• semi di lino;
tè verde;
• olio extravergine di oliva;
• curcuma.

I risultati

Il monitoraggio continuo effettuato in azienda ha consentito di mantenere un’elevata aderenza al protocollo nutrizionale per un periodo di due anni.
Nel caso clinico presentato sono stati osservati miglioramenti significativi nei parametri:
– antropometrici;
– metabolici;
– biochimici;
– strumentali.

I dati raccolti confermano come la nutrizione di precisione rappresenti un modello efficace di prevenzione primaria, capace di intervenire sui principali fattori metabolici, infiammatori ed epigenetici che influenzano lo stato di salute dei lavoratori.

La ricerca come strumento di crescita professionale

Partecipare ogni anno a questo congresso rappresenta per me molto più di una semplice occasione scientifica. Significa contribuire alla crescita della nutrizione clinica basata sulle evidenze, confrontarsi con colleghi provenienti da tutta Italia e continuare a costruire percorsi innovativi che mettano realmente il paziente al centro.

La ricerca scientifica è il fondamento della mia attività professionale quotidiana: ogni progetto nasce dall’esperienza sul campo e dall’obiettivo di trasformare le più recenti conoscenze in interventi concreti, personalizzati ed efficaci.
Il lavoro presentato quest’anno testimonia come la nutrizione di precisione possa trovare applicazione non solo in ambito oncologico, ma anche nella medicina del lavoro, contribuendo in maniera significativa alla prevenzione delle malattie croniche e al miglioramento della salute delle persone.

Un ringraziamento speciale va a Fincantieri – Stabilimento di Castellammare di Stabia (NA), ai colleghi con cui ho condiviso questo progetto di ricerca e a tutti i professionisti che, ogni giorno, credono nel valore della collaborazione multidisciplinare per costruire una medicina sempre più personalizzata, preventiva e orientata alla salute della persona.